Gutturu Cardaxius è una località nei pressi di Buggerru, nel cuore del Sulcis Iglesiente e, come suggerisce il nome in sardo, è situata all’interno di una lunga gola di roccia calcarea. Di straordinaria bellezza naturalistica, ospita un paesaggio dalle parvenze aspre e drammatiche, accentuate dalle forme dei rilievi circostanti che si ergono appuntiti verso il cielo.

A tale scenario si affiancano numerosi resti di archeologia industriale legati all’intensa attività mineraria che, per oltre un secolo, ha sfruttato le ricchezze di questo territorio, modificandone drasticamente il paesaggio fino a renderlo oggi difficile da concepire, nel nostro immaginario, privo di tali tracce.

Grugua e i Modigliani in Sardegna

La gola, se percorsa interamente, conduce a un luogo di notevole valenza storica, ben celato tra le alture e percepibile solo quando si manifesta all’improvviso lungo il cammino: Grugua, insediamento in cui, nel XIX secolo, la famiglia del celebre artista Amedeo Modigliani si stabilì per sviluppare i propri progetti imprenditoriali.

L’idea che nomi di tale rilievo abbiano scelto la Sardegna come luogo di insediamento potrebbe apparire motivo di orgoglio per le comunità locali. Tuttavia, la realtà restituisce un quadro diverso: i Modigliani furono infatti tra i numerosi speculatori d’oltremare attratti dalle ingenti risorse dell’isola, in particolare dal legname, sfruttate in modo così intensivo e sconsiderato da avviare l’ecosistema dell’epoca verso un processo irreversibile di degrado.

Oggi risulta difficile immaginare come i paesaggi circostanti, ora brulli e rocciosi, fossero un tempo interamente ricoperti da fitte e impenetrabili foreste primarie di lecci, destinate a non tornare mai più.

La miniera di Scalittas e il primo treno elettrificato della Sardegna

È attraverso questi scenari che si svolge la nostra escursione a Gutturu Cardaxius. Già dal punto di partenza, la miniera di Scalittas, veniamo accolti da evidenti segni della passata attività mineraria: tre imponenti forni di calcinazione, utilizzati un tempo per liberare lo zinco dalle impurità, si impongono sul nostro cammino. Proprio qui, nella prima metà del Novecento, transitava il primo treno elettrificato della Sardegna, incaricato di trasportare il piombo e lo zinco estratti verso la spiaggia di Cala Domestica, punto d’attracco delle imbarcazioni su cui il minerale veniva caricato. Con i suoi sei vagoncini e la piccola motrice, attraversava in circa mezz’ora una distanza di poco superiore ai cinque chilometri, oggi percorribile in pochi minuti d’auto, viaggiando a una velocità di appena dieci chilometri orari.

Proseguendo lungo il sentiero, incontriamo altri segni del passato, questa volta più recente: un’ampia galleria, edifici in stato fatiscente e, qualche chilometro più avanti, il piccolo sito minerario di San Luigi, dove è ancora in piedi l’alto castello metallico del pozzo di estrazione. 

Acqua, torrenti in piena e guadi

Ma la grande sorpresa del giorno è stata l’acqua: il meteo ballerino e piovoso da oltre un mese ha trasformato ancora una volta lo scenario, colmando di acqua il letto di un torrente rimasto a lungo in secca negli anni precedenti. I numerosi guadi diventano come un gioco per noi che tentiamo di attraversarli: giochi di equilibrio, di costruzione di passaggi su pietra, giochi di squadra in cui chi ha già raggiunto l’altra sponda incoraggia chi ancora si deve cimentare nell’attraversamento. 

A causa di un guado troppo profondo a Grugua, ahimè, non ci arriveremo mai. Ci arriveremo però con l’immaginazione, attraverso vividi racconti delle vicende che nei secoli hanno plasmato questi luoghi e delle storie, spesso dimenticate, che custodiscono la memoria del Sulcis Iglesiente.

Un ringraziamento speciale a Ludovica Corona che con gran piacere si è occupata di documentare la giornata con le sue fotografie.

Testo di Federica Manca – Sardinia is Mine

Foto di Ludovica Corona – https://www.instagram.com/luroqluro/